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28.02.1995, Patrizia Boldoni, Amministratrice della S.p.A. Del Vecchio Costruzioni, presieduta dall'ex Marito Corrado ferlaino (oggi indagato come complice con altri e con lei in una associazione per delinquiere dedita al riciclaggio di capitali di provenienza illecita e per una maxievasione fiscale di 30 milioni di Euro) presentò al Comune di Casalnuovo una istanza di condono che non avrebbe mai potuto essere legalmente approvata.

Lo testimonia la denuncia del Tecnico Istruttore prot. 53150 del 7.12.1995 che segue: 53150

il giorno seguente, con un "salto" che o ha del miracoloso o è segno di corruzione, Patrizia Boldoni fece registrare una nuova istanza, che dichiarò falsamente <<integrativa e sostitutiva della prima>> che ebbe il n° 2780/95 prot. 10503.

Nessun Ufficio Condoni, per grande che avesse potuto essere (e quello di Casalnuovo non lo era) avrebbe potuto registrare in poche ore (escludendo quelle non lavorative e quelle notturne, 1052 istanze di Condono.

Ma a Casalnuovo può accadere anche questo, così come poi accade che i protocolli liberi vengano usati nel prosieguo per favorire persone che inizialmente non avevano chiesto il condono e venduti a caro prezzo!

Il documento di cui sopra ci dice che nell'istanza mancavano grafici, relazioni con descrizione e quantificazione degli abusi e che le Oblazioni pagate per intero, il cui pagamento era testimoniato dalla presenza di una ricevuta postale da Lire 2.000.000 dovevano essere ripetute per ogni fabbricato.

Non è in effetti una richiesta di integrazione, come dichiarò il Giudice Criscuolo nella sentenza n° 309/04, ma era una intimazione di pagamento ex novo per pagare la quali sarebbero state necessarie altre istanze ed altre leggi sul condono, perchè la legge 724/94 non era più operativa, il che avrebbe dovuto convincere il giudice che le Oblazioni, per gli abusi denunciati, non erano state versate in modo congruo.

Successivamente la S.p.A. Del Vecchio non adempì agli obblighi conseguenti la richiesta di integrazione degli atti ricevuta dal Comune diventando lei stessa causa della decadenza della Istanza e delle concessioni inizialmente autorizzate, con effetti anche sulla Convenzione per lottizzazione. il tutto lasciato inapplicato dai responsabili dell'Ufficio Condoni e dell'U.T.C. dell'epoca, ma non per questo la decadenza deve ritenersi non decorrere e quindi essere operante fin dal primo inadempimento.

Infatt, diversamente da quanto dichiarato dal Tecnico Domenico D'Alise nel diniego al Condono del 26 luglio 2011 la decadenza dell'istanza di condono 2780/95 prot. 10503 e precedente n° 1947/95 prot. 9451 deve ritenersi operativa dall'inadempimento della società alla racc. 53150, o meglio, secondo la legge 724/94, alla sua presentazione in difformità alla legge e senza bisogno di intervento del Comune.

Comunque la società non poteva non sapere che un'istanza priva dei necessari documenti e con le oblazioni incongriue non avrebbe mai potuto godere del vantaggio del Silenzio/Assenso, come invece tentarono di far valere nei procedimenti giudiziari a partire dal 1997 e ancora oggi presso il T.A.R. della Campania per opporsi al Diniego del Condono, nel silenzio dei responsabili presso il Comune di Casalnuovo di Napoli.

Altri motivi insormontabili ostativi al condono,  che la società non denunciò, furono:

  1.  l'aver realizzato volumetrie abusive per 1297,27 metri cubi;
  2. la carenza di aree di parcheggio da proporzionalmente legare agli immobili principali attraverso atto d'Obbligo;
  3. la recinzione abusiva dell'intero complesso e dei singoli edifici a favore degli appartamenti ai piani rialzati;
  4. La vendita di aree che già nella convenzione erano obbligatoriamente da restituire al Comune.

Nonostante tutto questo, non contestato dal Tecnico D'Alise in sede di formulazione dell'Ordinanza di DIniego, che però è sopraggiunto con enorme ritardo solo il 26 luglio 2012, alla società Del Vecchio Costruzioni S.p.A. è stato eccepito solo una minima parte delle contestazioni invece doverosamente contestabili.

Il dubbio che ancora una volta la soicietà sia stata favorita dalle omissioni del proprio dovere di ufficio da parte del Tecnico D'Alise e stia venendo favorita dai vertici amministrativi, inoperanti benché informati della contraddittorietà  e inesaustività del diniego rispetto ai più gravi motivi che si dovevano contestare, con la possibilità che la mancata contestazione renda possibile alla società di vincere l'Appello al T.A.R. e vanificare il già tardivo diniego, è lecito!

Altri iter illegittimi:

06.04.1990, Delibera illegittima Consiglio Comunale Casalnuovo (NA) n. 48/90

2.03.1993, la DVC, presenta una Richiesta di Variante alla C.E. n. 133 del 21.12.1990 - Nessun tecnico onesto, con lavori abusivi in corso, l'avrebbe presentata, ma a Casalnuovo di Napoli è successo questo ed altro...

Iter amministrativo illegittimo tentato dalla S.P.A. Del Vecchio Costruzioni presso l'Amministrazione Provinciale di Napoli per ottenere una nuova concessione edilizia mentre costruivano abusivamente!

Condono presentato già in spregio alla legge 724/94, con Oblazioni pagate solo per 1/6 rispetto agli abusi denunciati, e volevano pure il silenzio/assenso!

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