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 IL-Sigillo Lettera aperta al nuovo presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, dott.ssa Valentina Rubertelli, ed ai consiglieri nazionali, per conoscerne il pensiero sul ruolo del notaio che adopera il proprio ufficio come terminale di crimini, con l’apposizione del sigillo avvalorando la commerciabilità di immobili che, in fatto, già nel 1995 non poteva non sapere (come tutt’ora sono) non commerciabili.

Tanto risulta dalla sentenza esecutiva della Corte di Appello di Napoli n. 57/2020, nel procedimento civile n. 2958/2011, adito da Leone Lucia contro la Del Vecchio Costruzioni S.p.A. per rinvio dalla II^ Sez. Civ. Suprema Corte di Cassazione n. 7632/2011 (che aveva riconosciuto fondati tutti i motivi di ricorso di Leone Lucia cassando la sentenza della III^ Sez. Civ. Corte di Appello di Napoli n. 2360/2005 sull’appello contro la sentenza del Tribunale di Napoli (II^ Sez. Civ. in composizione monocratica giudice Criscuolo Mauro) n. 309/2004, ora definitivamente annullata.

Restano aperti, come strascico della vicenda principale, 2 processi penali contro di me, coniuge di Leone Lucia, entrambi per diffamazione aggravata contro rappresentanti e rappresentanze dello Stato, in entrambi i casi sporta da "pubblici Ufficiali" che avrei diffamato.

Uno per querela dell’ora Consigliere del Notariato Nazionale dott. Antonio Areniello , ha originato il ppn. 5337/2018, presso il Tribunale di Nola, con udienza il 08 settembre 2021 ore 9.30, giudice il G.O.T. avv. Ferraro Rossana in sostituzione del giudce Luzzi Mariangela.

Oltre al Notaio querelante, nel procedimento è parte civile il Consiglio Nazionale dei Distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata, con sede in Napoli.

Il contenuto che mi viene contestato come diffamatorio l'ho realizzato con diverse pubblicazioni su facebook, e video sia su facebook che youtube,  facendo ascoltare la registrazione di una conversazioni col responsabile delle comunicazioni col pubblico del Consiglio presso la sede di Napoli Dott. Paolo Guida, nel quale è evidente che mi negavano l'accesso ad atti che confermavano che il Consiglio avesse intrapreso attività di denuncia nei riguardi di un iscritto, notaio Capuano Nicola, responsabile della autorizzazione di centinaia di atti illegittimi.

Questi atti illegittimi impiegandoli, dal 1995 in avanti, per indurre in errore i magistrati rispetto alle nostre doglianze "che l'immobile oggetto di uno di questi atti (per questo motivo da noi non sottoscritto) fosse non commerciabile" e l'atto, in sé non ricebile perchè illecito sia per la illegittimità dell'oggetto, sia per la illegittimità di pattuizioni nello stesso predisposte dal notaio rogante. Fatti sui quali la Corte di Appello di Napoli ci ha dato piena e definitiva ragione il 9 gennaio 2020 dopo 25 anni di lotta giudiziaria.

Se il Consiglio Notarile avesse risposto come per legge alle nostre prima denunce, già precisamente motivate, avremmo potuto avere ragione con 10 anni di anticipo.

Tra le richieste dei querelanti c'e che Le mie pubblicazioni debbano essere rimosse.

Io mi oppongo alla rimozione ed ho chiesto di essere assolto dalla accusa di diffamazione in quanto, in assenza delle risposta istituzionale da parte di chi ne aveva il dovere, mi sono sentito autorizzato ed in obbligo di informare la maggior parte di pubblico raggiungibile della omissione del dovere di ufficio dei responsabili del Consiglio Notarile, in quanto in ossequio alla legge notarile tenuti al controllo della rspettabilità e legalità dell’operato dei notai appartenenti al distretto in difesa della credibilità delle funzioni rivestite e a protezione del mercato immobiliare da turbative, per cui avrebbero da subito dovuto portare la questione davanti alla Commissione Regionale sull'operato del notaio Capuano e partecipare attivamente al "processo", nonchè, ai sensi dell'art. 361 c.p. comunicare alla Autorità Giudiziaria i reati penali venuti a conoscenza, in particolare:

A) della immissione in circolazione da parte del Notaio Capuano Nicola, con atti a partire dal 12 luglio 1995) di centinaia di immobili illegalmente realizzati, per farlo realizzando reati contro il patrimonio dello Stato e per questo non condonabili;

B) Dell’impiego illegittimo che di tali atti veniva fatto dal beneficiario Del Vecchio Costruzioni S.p.A. (dei quali il notaio non poteva non essere complice) per tenere mia moglie schiava di resistenze giudiziarie ingiustificate, in partenza illegittime.

I fatti in breve:

Nel luglio 1993 prenotammo un immobile in costruzione in Casalnuovo di Napoli, via Strettola, nel poi detto "parco Ginestre" (da allora abitato nonostante dal 2012 da demolire Ordinanza di demolizione n. 12/2012 emessa su mia denuncia, solo in minima parte attuata dai responsabili al Comune);

Alla prenotazione ci venne documentato che la costruzione era in regola (mentre abbiamo poi accertato che la Convenzione del 19.07.1990 e la C.E. n. 133 del 21/12/1990 le avevano già insanabilmente violate ed il notaio ne era al corrente prima dei rogiti).

Col “famoso” senno di poi abbiamo invece appreso che:

Per poterci prenotare l’immobile (come aveva fatto con decine di famiglie) la venditrice era stata aiutata da complici al Comune per esibire ai prenotatari atti e grafici dai quali risultava approvata la variante n. 40/93 alla concessione iniziale (non o sapevamo all’epoca ma già la idea di presentare una variante a lavori iniziati non solo era illegale.

Nel 1998 il notaio Capuano Nicola ebbe un ruolo anche nella chiusura della pratica della variante, in realtà servita, in complicità a responsabili presso il Comune:

a) per truffare gli acquirenti;

b) per truffare il Comune sottraendogli una fidejussione del valore di quasi 300 milioni di lire che il Comune aveva il diritto/dovere di incassare;

Tardando la società a completare i lavori del parco (e la consegna del nostro appartamento) avendo già pagato la metà del prezzo e dovendo solo intestare un mutuo al rogito per saldare la restante parte di prezzo, a inizio dicembre 1994  obbligammo la società  consegnarcelo anche se il parco non era completo, cosa che avvenne il successivo  16 dicembre, obbligandoci in verbale a pervenire al rogito quando ci avesse convocato.

Il 30 ottobre 1995 ricevemmo la convocazione per il 16 novembre successivo, presso lo studio del Notaio Nicola Capuano, in via Depretis 5 Napoli dove aveva (e a quanto sappiamo ha, uno studio associato col notaio Lea Sbriziolo.

Il notaio, presente la delegata della venditrice (Patrizia Boldoni, moglie dell’ing. Corrado Ferlaino già patron del Calcio Napoli e famoso per aver portato a Napoli Diego Armando Maradona) dott.ssa Gallucci Concetta, ci lesse il rogito.

Ascoltato il notaio leggere il rogito e visionati gli allegati (che non corrispondevano alla consistenza immobiliare a noi promesso in vendita):

  1. C’era stata una costruzione diversa dall’autorizzato, per sanare la quale era stato presentato un condono (del quale all’epoca non avevamo alcuna cognizione);
  2. Che la venditrice e il notaio stavano tentando di attribuirci un posso auto ed una corte esclusiva diverse per collocazione e misure da quello che avevamo pattuito in preliminare (per altro già in ns materiale possesso;
  3. Che il nuovo posto auto sarebbe stato dalla venditrice realizzato successivamente al rogito in una area non preventivamente autorizzata, per la quale costruzione la società avrebbe chiesto a sue spese la regolarizzazione.
  4. Che firmando il rogito sarebbe risultato che avevamo noi chiesto alla società di realizzare il posto auto esterno alla concessione (così diventando parte responsabile di un progetto criminale);

ci trovammo obbligati a dichiarare al notaio che non avremmo mai firmato quel rogito, al che lui mi chiese personalmente se lo stavo chiamando "ladro" e alla mia risposta confermativa si prese la cartellina del rogito e se ne andò dalla stanza, lasciandoci soli con la procuratrice della società, alla quale cheidemmo di chiarirci quanto stava accadendo.

In seguito non avemmo altro che minacce a intestarci il bene "così com'era se non volevamo passare guai peggiori (che poi ci hanno fatto effettivamente passare).

Avendovi investito tutti i nostri averi (anche vendendo una proprietà in Napoli) restammo nell'appartamento in attesa dei chiarimenti o della restituzione del maltolto;

A un certo punto la società ci chiese se, ricevuti indietro solo i nostri soldi, saremmo andati via, ma la offerta che ci fece era 20 milioni di lire nferiore agli acconti versati (e in buona fede avevamo spesi nella casa altri 20 milioni di lire  per migliorie) per cui non potemmo accettare quella che già si palesava come estorsione.

La risposta di Patrizia Boldoni, per terza persona, fu che ci avrebbe fatto morire in tribunale senza avere né soldi né giustizia.

Spaventati, sempre restando nell’immobile e rifiutando ogni successiva richiesta della società di pervenire al rogito, mal consigliati dal nostro primo legale del Foro di Napoli, Vincenzo Giordano, adimmo un Arbitrato.

Già in quella sede la società, depositati al Comune di Casalnuovo un centinaio di rogiti dello stesso parco, depositò uno di questi rogiti nell'Arbitrato, affermando che "avendo il notaio autorizzato il rogito" l’immobile doveva ritenersi commerciabile.

L’arbitrato si concluse a maggio del 1997 con un nulla di fatto.

Il rogito fu poi depositato anche nel procedimento civile di 1^ grado, n. 13288/1998, dove avevamo convenuto la società presso il Tribunale di Napoli, alla conclusione del quale, dichiarando il falso nella sentenza n. 309/2004 il giudice Mauro Criscuolo diede ragione alla venditrice (la sentenza n. 309/2004 è stata oggi annullata dalla Corte di Appello con la sentenza n. 57/2020);

Da quì in poi iniziò da parte della società una vera e propria aggressione giusdiziaria, sfociata il violazioni di domicilio ed estorsione, realizzate con atti notarili e giudiziari solo apparentemente definitivi e comunque illegalmente ottenuti.

Con la sentenza illegalmente ottenuta (in scienza della illegittimità della attribuzione in proprio favore delle norme in tema di aliud pro alio da parte del giudice Criscuolo Mauro, a mio giudizio per gli atti a sua disposizione e la conoscenza della legge che nella sentenza aveva dimostrato di avere correo) la società, violando e facendo violare più volte il ns domicilio, ed entrando in casa al seguito dell’ufficiale giudiziario Velardi Antonio nominato dal Tribunale di Nola si appropriò del bene contro la ns volontà e resistenza.

L’ufficiale giudiziario dall’inizio, anche quando non c’è ne era bisogno, si presentò sempre scortato dall’avvocato-complice-estorsore della società, da un messo comunale e dai Carabinieri (quest'ultimi anche quando non poteva esserci un ordine di servizio in tal senso)).

Tutto questo nonstante che già alcuni mesi prima li avevamo diffidati dal procedere e avevamo presentato Appello in sede civile contro la sentenza che ci dava torto e una denuncia-querela contro tutti gli attori della vicenda, compreso il notaio Capuano Nicola e il giudice Criscuolo Mauro.

Anche nel secondo procedimento civile il rogito fu dichiarato validamente stipulato, e la Corte di Appello sbagliando la sentenza 2360/2005 (cassata dal 2011 dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 7632/2011) diede ragione alla venditrice, costringendoci al ricorso in Cassazione.

...

Già dal 2006, avendone certezza documentale, cominciai a intrattenere una corrispondenza prima via e-mail e fax e poi via PEC documentando il consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata (cui apparteneva in Notaio Capuano Nicola) per rappresentare l’impiego illegittimo  (idoneo ad indurre in errore i giudici dei vari procedimenti), che veniva fatto dei rogiti sui quali il notaio Capuano Nicola, che non poteva non essere in scienza della illegittimità del proprio operato, aveva apposto il sigillo notarile, con ciò consentendo:

  1. Alla società, di potere incamerare anche da mutui bancari il prezzo della truffa immobiliare realizzato con il suo concorso attivo;
  2. Alla società di poter successivamente opporre a chi gli avesse presentato contestazioni di poter sostenere che un notaio aveva autorizzato i rogiti;
  3. L’inquinamento del mercato immobiliare con immobili in fatto non commerciabili per le tante insanabili inadempienze e abusi, urbanistici, amministrativi, edilizi e persino strutturali (con pericoli ancora incombenti alla vita dei residenti) che li affliggevano (e li affliggono) da allora, ad oggi, e per sempre finché non verranno demoliti.

La risposta dei responsabili pro tempore del consiglio, nella persona del Dott. Antonio Areniello, oggi consigliere Nazionale del Notariato, fu che avrebbero fatto azioni conoscitive ma che, non essendo magistrati, avevano bisogno di sentenze definitive.

Concluso il ricorso in Cassazione e ottenuta la sentenza della II^ Sezione Civile n. 7632/2011 che confermava la irregolarità dei rogiti la trasmisi al Consiglio Notarile senza ottenere alcuna soddisfazione, per cui mi misi in relazione via PEC anche col Consiglio Nazionale del Notariato che appoggiò presso il Consiglio locale  la mia richiesta di conoscere quali azioni avesse intrapreso il Consiglio Notarile nei riguardi del Notaio Capuano.

Poi il silenzio da parte del Consiglio Notarile locale che da quello nazionale..

Intanto era iniziato anche il nuovo procedimento in Appello e la società non si era persa l’occasione di far valere anche in questo procedimento civile il fatto che un notaio aveva autorizzato i rogiti per immobili nella stessa condizione di quello che non avevamo rifiutato di intestare, in più depositando nello stesso procedimento un altro rogito, dell’ora defunto notaio Renato Ferrara, all’epoca con studio in Napoli alla Via S. Anna dei Lombardi, che aveva ad oggetto proprio l’immobile che avevamo pagato 100 milioni di volte il suo effettivo valore (zero) che un’altra famiglia era stata felice di acquistare.

Ovvio che le omissioni dei responsabili del Consiglio Notarile di Napoli non poterono non sembrami complici, per cui le mie insistenze di sapere quali azioni avevano intrapreso contro il certamente autore di reati notaio Capuano Nicola si fecero più pressanti, fino a sfociare, dopo il rifiuto dei responsabili del Consiglio Notarile di documentarmi le sanzioni che avevano detto di avere intrapreso in pubblicazioni e filmati.

Successivamente venni messo al corrente di indagini contro di me per il reato di diffamazione aggravata contro rappresentanti e rappresentanze dello Stato.

Mi misi quindi subito a disposizione dei giudici, rinunciando alla prescrizione e chiedendo il Rito Abbreviato affinché potesse subito pervenire alla prova di verità allo stato degli atti e condannarmi, se è reato informare, come ho informato, la maggior parte di pubblico possibile dei reati del primo notaio e del silenzio dei suoi colleghi, che avevano il dovere di denunciarlo.

La prossima udienza, alla quale tengo a invitarvi in rappresentanza del Notariato Nazionale sarà il 23 marzo 2021 alle ore 12.00 presso il Tribunale di Nola, Giudice la Dott.ssa Luzzi Mariangela.

Potrà essere quella la sede nella quale potrete confermarmi se da parte del Consiglio Nazionale del Notariato e dei singoli Consiglieri, diversamente dal Dott. Antonio Areniello che mi ha querelato, i reati permanenti (che non potranno avere termine se gli immobili illecitamente autorizzati a circolare nel mercato immobiliare non verranno ritirati dal mercato) commessi dal Notaio Capuano Nicola, comportando a cascata i reati di ogni altro notaio che quegli atti li ha convalidati, devono essere puniti o se deve essere querelato chi quei reati li ha denunciati per salvaguardare gli altri acquirenti del mercato immobiliare, che voi Notai in primis siete chiamati a tutelare da possibili acquisti illegali.

Segue elenco corrispondenza del sottoscritto con i consigli notarili sopra citati.

Luigi Iovino

Epistolario-Consiglio-Notarile

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