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Come definire altrimenti i giudici che presso la Corte di Appello di Napoli - IIIa Sez. Civ. Castelcapuano, proc. civ.  R.G. n. 1360/04 -tacerono quanto di illecito venne posto in essere sotto i loro occhi e trascritto negli atti giudiziari, finendo per decidere con errore in ns danno, come già il giudice di 1° grado, la sentenza n° 2360/05? Alla luce di quanto decisio il 2 marzo 2011 dalla Suprema Corte di Cassazione l'appello verteva sulla obbligatorietà, per il promittente acquirente, di addivenire al rogito se l'immobile per il quale aveva sottoscritto la promessa di acquisto successivamente all'entrata in vigore della legge 47/85 e 122/89 si presentava privo dei requisiti minimi per essere immesso in commercio. Non era una domanda difficile e ci volevano dei magistrati somari o collusi per sbagliare la risposta!

Intanto (gli atti giudiziari parlano chiaro) quell'errore regalò ai mandanti della nostra controparte altri anni di arricchimento illecito assicurato, ancora oggi perdurante! Nei fatti, durante l'Appello, i giudici dott.ri Francesco Del Porto (Presidente) Matteo Sirignano (Consigliere) e Giovanni Carleo (Consigliere relatore) lasciarono inosservato che sotto i loro occhi venisse inscenata una incredibile frode processuale:

A seguito di mio deposito della denuncia abusi prot. 50944 del 14.12.04 (responsabile l'arch. del Comune Domenico D'Alise su mandato dei Carabinieri, in seno al pro. pen. c/o la Procura della Repubblica presso il Trib.le di Napoli, Dott.ssa Annamaria Lucchetta, R.G.N.R. n. 45579/04) confermando e aggravando le mie iniziali contestazioni in quanto svelava abusi ben più gravi rispetto a quelli per i quali la società nel 1995 aveva chiesto il condono, il 28.04.05 l'Avv.to Morante depositò in udienza un attestato di integrazione, <<che la società in risposta a una richiesta del Comune il 10.12.04 (prot. 49951) aveva integrato il contono per consentirne la definizione positiva>> dichiarando (anche questo con falsità ideologica) <<ivi compresi anche gli abusi ultimamente scoperti>>.

Persone attente, come ci aspetteremmo fossero magistrati chiamati a delibare la validità di una sentenza il cui assunto principale verteva sul positivamente definito condono, avrebbero immediatamente compreso l'assurdità dell'integrazione, sussumendo di trovarsi dinanzi a una truffa non così i giudici Del Porto, Sirignano e Carleo, la cui intelligenza messa a disposizione della Giustizia (o dell'ingiustizia) non gli consentì di rilevare che:

Se fosse stata "vera", l'integrazione smentiva la Sentenza n° 309/04 quindi le norme in tema di aliud pro alio erano state attribuite con errore in favore della nostra controparte, ergo la sentenza di primo grado doveva essere annullata seduta stante!

Se non era "vera", cioè corretta, l'integrazione, il falso stava accadendo in quel procedimento sotto i loro occhi, e anche questo avrebbe dovuto essere indagato per capirne le modalità, le complicità e le motivazioni recondite. 

Di certo:

  • un condono definito positivamente non avrebbe avuto bisogno di integrazione.
  • l'integrazione del 17.03.2005 smentiva la conclusione cui era giunto il Giudice Criscuolo il 13.01.2004 (in conseguenza della quale avevamo dovuto subire senza poterci difendere se non ricorrendo in Appello una truffa aggravata e una estorsione).

Quali lealtà sospette hanno dovuto avere  ben 3 giudici di corte di Appello che hanno lasciato correre questo e altro decidendo poi con errore una sentenza che era difficile sbagliare?

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Il 30.05.2005, a rinforzo di quanto avevano falsamente affermato nell'udienza precedente l'Avv.to Morante e la testa di legno Ciro Rossi, per i loro mandanti occulti tra i quali certamente Patrizia Boldoni, rinforzarono la dose: (leggi stralcio dalla memoria consegnata in udienza alla data indicata)

Appello-30-maggio-2005 02

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Nonostante tutto questo, il dubbio che anche stavolta tutto questo sarebbe stato facilmente contestabile senza la complicità dei giudici, rimane integro, per cui ritengo che l'apporto dei dott.ri Del Porto, Sirignano e Carleo, come già quello del giudice Criscuolo sia stato determinante alla frode processuale, più di tutti gli sviamenti e depistaggi tentati dalla controparte, dai suoi rappresentanti legali e dal C.T.U. Flagiello Santo.

Altre confessioni giudiziali di colpevolezza, non solo della controparte, ma anche dei giudicanti:

Confessione giudiziale n. 1 - Controparte in Arbitrato 1.10.1997 c/o studio Avv. Pasquale Litterio NA dichiarò falsamente di aver chiesto l’Abitabilità al Comune di Casalnuovo!

Confessione giudiziale n. 2 - Trib. NA, Controparte dichiarò falsamente nel giudizio c/o la II Sez. Civ. R.G. n.13288/98, di aver chiesto l’Abitabilità al Comune di Casalnuovo!

Confessione giudiziale n.3 - Trib. NA, Controparte in corso del giudizio Civ. 13288/98, udienza del 30.11.1999, smentisce di aver chiesta l’Abitabilità al Comune di Casalnuovo!

Confessione giudiziale n. 4 - Trib. NA, Controparte in conclusione giudizio Civ. 13288/98 NA riconfermò la falsità inizialmente dichiarata di aver di aver chiesto l’Abitabilità al Comune di Casalnuovo!

 

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