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Per la serie: come un documento apparentemente regolare può nascondere una omissione al fine di avvantaggiare una societò di costruzione nel vincere un Appello al T.A.R. Campania, contro il diniego del condono, vedasi l'atto in questione:

Diniego-Condono-26 07 2011-pag-1

Diniego-Condono-26 07 2011-pag-2

Confrontando questo diniego con quando già attestato dallo stesso Comune anni addietro e dal C.T.U. del Tribunale di Nola nel procedimento penale n. 860/2007 risulterà evidente la carenza di contestazioni nel diniego il cui motivo può essere solo quello di avvantaggiare un eventuale ricorso:

A) Questo documento testimonia che la istanza di condono non è stata mai idonea ad essere istruita:                                                                                

               

B) Questo documento testimonia che la società al 15 settembre 1999 non aveva ancora chiesto l'Abitabilità

 

C) Questo documento attesta che i pagamenti fatti per Oblazioni per gli abusi denunciati (come accertato dal Tecnico Istruttore con racc. prot. 53150 non possono ritenersi congrui

 

La legge 724/94 per chi non avesse presentato l'istanza in regola prevedeva la decadenza della stessa e quindi della possibilità di sanare gli abusi, intenzione che la S.p.A. Del Vecchio Costruzioni non ha mai realmente avuto a differenza di quanto ha affermato nei giudizi intentati e in corso.

Ecco un estratto dalla legge (le frasi evidenziate in giallo riguardano le omissioni e falsità realizzate dalla S.p.A Del Vecchio Costruzioni):

La Legge 724/94 (successivamente oggetto di modificazioni ed integrazioni) ha previsto una nuova disciplina in tema di condono edilizio, in particolare riportiamo la parte relativa alla sanatoria prevista con particolare riferimento alle condizioni di validità degli atti di trasferimento relativi ad immobili abusivi in relazione ai quali sia stata richiesta la sanatoria ai sensi del "nuovo condono".

Per quanto attiene al procedimento inteso ad ottenere il condono, una volta precisati i limiti dimensionali degli abusi sanabili nota1, è prescritto un procedimento che si articola nella presentazione al comune competente (entro il termine del 31 marzo 1995 nota2) della domanda intesa ad ottenere la concessione o l'autorizzazione in sanatoria per i fabbricati abusivi ultimati entro il 31 dicembre 1993.

I documenti da allegare a detta domanda sono analoghi a quelli già previsti dal III comma dell'art. 35 della Legge n. 47 del 1985 (descrizione delle opere, dichiarazione dello stato dei lavori, certificato di residenza e dichiarazione dei redditi del dichiarante, certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A. dell'impresa richiedente). Il pagamento dell'oblazione deve essere accompagnato dal versamento degli oneri concessori nota3.

Il tutto deve essere seguito dalla presentazione in catasto delle apposite denunzie e rappresentazioni planimetriche.

In difetto di provvedimento di diniego da parte del comune, una volta decorso il termine di un anno (incrementato a due per i comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti) dall'entrata in vigore della legge, cioè a dire dal giorno 1° gennaio 1995, sempre che si sia provveduto al pagamento delle riferite somme (oblazione ed eventuali oneri concessori) ed alla presentazione della documentazione predetta, si può dire maturato il silenzio assenso, che equivale al rilascio della concessione o della autorizzazione.

Disciplina afferente alla stipulazione degli atti di trasferimento relativi agli immobili in questione; a questo proposito è contenuto nella Legge 724/94 un esplicito richiamo al capo IV della Legge 47/85. Ciò implica che, ai fini della commerciabilità del bene abusivo, si faccia applicazione dell'art. 40, II comma e ss. della Legge 47/85, con le modifiche previste dagli artt. 1 e 2 del D.l. 551/94, decaduto per decorrenza dei termini. Dunque il notaio, a pena di nullità dell'atto traslativo, deve ricevere la dichiarazione dell'alienante che abbia presentato domanda di condono ai sensi del decreto-legge in esame dalla quale devono risultare:

1. gli estremi della concessione in sanatoria ovvero, in alternativa:

2. la documentazione stabilita dall'art. 40, II comma della Legge 47/85, come modificato dalla legge in esame, che si sostanzia nella:

1. copia della domanda di condono;

2. prova dell'avvenuto versamento dell'intera oblazione;

3. prova dell'intervenuta corresponsione degli oneri concessori di cui alla c.d. legge Bucalossi (Legge 10/77).

Come sopra detto, in alternativa alla concessione in sanatoria, la Legge 724/94 ha previsto anche in questo caso (come in quello di cui all'art. 35 della Legge 47/85) il silenzio-assenso.

Esso si perfeziona allorquando, presentata regolarmente la domanda di condono, completa di tutta la richiesta documentazione nota3, sia trascorso un anno ovvero due anni (per i Comuni con più di 500.000 abitanti) dalla data di entrata in vigore della legge di conversione senza che il Comune abbia emesso un provvedimento negativo sulla domanda di condono nota5.

Con il D.l. 27 marzo 1995, n. 88 prendeva corpo l'opinione secondo la quale l'unica specie di abuso edilizio che importasse incommerciabilità dovesse identificarsi nell'abuso integrale.(come nel caso in esame in questo sito vedi Sentenza favorevole Corte Suprema di Cassazione R.G. n. 7632/211 )

nota1

Sono previsti limiti dimensionali ai fini della possibilità di sanatoria: costruzione nuova non superiore a 750 metri cubi o ampliamento di vecchia costruzione non superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria (art. 1, I comma della Legge 724/94).

Con il "nuovo condono" non si è certo voluto favorire gli abusivismi speculativi.

Si è ristretta la sanabilità all'abusivismo di "prima necessità", vale a dire a quello afferente alle esigenze abitative del cittadino medio.
Deve essere precisato che la precedente Legge 47/85 (vecchio condono) non stabiliva limiti dimensionali per la sanatoria degli abusi edilizi suscettibili di condono.

nota2

Le somme da pagare per ottenere la concessione in sanatoria consistono da un lato nell'oblazione, che è funzionale all'estinzione dell'abuso realizzato, dall'altro nel contributo di concessione, destinato invece a far fronte agli oneri di cui alla c.d. legge Bucalossi (art. 3 Legge 28 gennaio 1977, n. 10).
Anche la Legge 47/85 prevedeva che colui il quale intendesse ottenere la concessione in sanatoria fosse tenuto a versare l'oblazione e, successivamente, alla corresponsione del contributo di concessione.

nota3

Documentazione consistente:

a) nella ricevuta del pagamento dell'oblazione, del pagamento del contributo di concessione,

b) nella presentazione di dichiarazione resa ai sensi del D.P.R. 445/00, intesa a descrivere le opere e lo stato dei lavori e di una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere superiori a 450 metri cubi; 

d) eventuali dichiarazioni rese ai sensi del D.P.R. 445/00, che l'opera abusiva è utilizzata quale prima casa o adibita a determinate attività economiche (ciò ai fini di una riduzione dell'oblazione),

e) tempestiva denuncia di accatastamento.

Dalla documentazione sopra fotograficamente riprodotta è dato evincere che nessuna delle condizioni obbligatorie secondo la legge 724/94 era stata rispettata dalla S.p.A. Del Vecchio Costruzioni!

Altri iter illegittimi:

06.04.1990, Delibera illegittima Consiglio Comunale Casalnuovo (NA) n. 48/90

2.03.1993, la DVC, presenta una Richiesta di Variante alla C.E. n. 133 del 21.12.1990 - Nessun tecnico onesto, con lavori abusivi in corso, l'avrebbe presentata, ma a Casalnuovo di Napoli è successo questo ed altro...

Iter amministrativo illegittimo tentato dalla S.P.A. Del Vecchio Costruzioni presso l'Amministrazione Provinciale di Napoli per ottenere una nuova concessione edilizia mentre costruivano abusivamente!

26.07.2012 - Mancata denuncia dei più importanti motivi di Diniego del Condono n. 278095 prot. 10503 dal parte del Responsabile dell'Ufficio Condoni del Comune di Casalnuovo di napoli Arch. Domenico D'Alise

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