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La vicenda attuale si sta svolgendo all’apice di una lotta già durata 25 anni, che il 9 gennaio 2020 ha avuto la consacrazione della sentenza definitiva n. 57/2020 della II^ Sez- Civ. Corte di Appello di Napoli, nel giudizio 2958/2011, Leone Lucia (e Luigi Iovino) contro Del Vecchio Costruzioni S.p.A., ora passata in giudicato con condanna della società a un risarcimento (che non pagherà mai).

Sentenza che tanti pubblici ufficiali che hanno aiutato la detta società a sfuggire alla legge e ai risarcimenti (tra i quali chi anni addietro mi ha querelato per diffamazione aggravata) non potevano sospettare fosse arrivata in tempo per consentirmi di difendermi dalle loro accuse di averli diffamati.

Non potevano sospettare che, finalmente, io e mia moglie avremmo vinto quel giudizio che ci avevano visto perdere in primo e secondo grado, come non avrebbero mai potuto sospettare che, una volta querelato, non sarei scappato davanti alla legge ma avrei confermato di aver fatto le pubblicazioni che li chiamano in correità e di averle fatte per prioritari motivi di pubblica sicurezza e dovere di pubblica informazione su omissioni e reati di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, tra i quali loro a secondo delle competenze.

Come detto, la società uscita sconfitta da questi 25 anni di lotta non pagherà mai il risarcimento dovuto, ma ciò può accadere solo grazie ai tantissimi vantaggi di impunità che le hanno negli anni regalato avvocati, magistrati, notai e anche miei ex legali di fiducia.

Pubblici ufficiali che, è documentato, non potevano non sapere la gravità delle loro azioni e/o omissioni che hanno consentito che reati che si potevano fermare diventassero perduranti, consentendo ancora oggi nuovi arricchimenti illeciti in danno allo Stato e a privati, con anche attentato permanente alla pubblica incolumità, sia perchè gli immobili sono matrialmente pericolosi da lasciare abitare, sia perchè costituiscono grave turbativa al mercato immobiliare.

Così oggi posso farvi ascoltare vedi video un Pubblico Ministero che descrive come fosse normale la sparizione di documenti dal fascicolo processuale della accusa (trascurando che in prima udienza c'erano) e un avvocato (a mio giudizio vedi video in modo inaudito per una accusa) che fa rimandare la seconda udienza per ottenere che il giudice presso il Tribunale di Nola Dott.ssa Luzzi Mariangela, nel P.P. 5337/2018 ripensi la decisione già assunta dopo la prima udienza di accordarmi il Rito Abbreviato.

La tesi di questo avvocato (che rappresenta il Notaio Dott. Areniello Antonio, già presidente del Consiglio Notarile di Napoli e oggi consigliere del Notariato Nazionale e il Consiglio stesso in quanto Autorità Costituita dello Stato) appreso in questa seconda udienza dalle dichiarazioni del Pubblico Ministero dell’assenza nel fascicolo della accusa degli “originali” della querela e delle prove, è che il giudice deve ritornare sulla decisione di ammettermi all’Abbreviato.

Il giudice Luzzi Mariangela, ascoltato anche il mio legale e le mie vibrate dichiarazioni spontanee, si è riservata la decisione e rinviato al 26 gennaio 2021 ore 12.00.

Poteva in me non insinuarsi il dubbio (la certezza) che grazie a questa manina che avrebbe fatto scomparire gli atti (non come dicono il Pubblico Ministero e l'avvocato prima che l'accusa fosse formulata ma tra la prima e questa udienza) sia interessata a che il processo non si faccia o comunque la sentenza non si faccia subito?

Poteva in me non instaurarsi la certezza che si sta tentando di far assumere al giudice una decisione antigiuridica perché si ha paura che la sentenza CUI POTREBBE ARRIVARE VELOCEMENTE IL GIUDICE SVOLGENDO IL PROCESSO CON L'ABBREVIATO, affermando il mio diritto a ricorrere alla denuncia pubblica e sui social contro le omissione di doveri di ufficio dei pubblici ufficiali da me denunciati, da un lato possa fare giurisprudenza, da un altro possa fare accendere riflettori mediatici sugli ingentissimi e incredibili (per il coinvolgimento di tanti rappresentanti dello Stato) reati e abusi edilizi, urbanistici, amministrativi, strutturali, con turbative perduranti al mercato immobiliare che proprio in questi ultimi tempi, grazie a nuovi reati, si sta tentando di fare definitivamente insabbiare, e, cosa non secondaria, su truffe, frodi processuali ed estorsioni (anche in sede giudiziaria) da noi subiti in 25 anni di lotta per la giustizia?

Così alle ventennali già subite e subende negazioni di giustizia dev aggiungere quanto oggi oggi si presenta come una nuova frode processuale in progresso, sempre ad opera della stessa categoria: Pubblici Ufficiali o incaricati di Pubblico Servizio se non delinquenti senza peli sullo stomaco, che "per l'ufficio rivestito" pretendono di  proteggere se stessi e altri dalla responsabilità da evidenti e accertati reati realizzati ed in corso, realizzandone con spudoratezza di nuovi davanti alla Autorità Giudiziaria, che in altri casi (non la giudice Luzzi Mariangela) li ha già troppo assecondati.

Ovvio che ora la mia mente tenti di capirci qualcosa:

  1. Se (come ha affermato Il P.M. del processo in seconda udienza) i documenti non sarebbero arrivati da Napoli a Nola, il P.M. Musso Anna avrebbe istruito il procedimento, notificato la citazione, raccolto la mia deposizione e elevato l’accusa su dei “sentito dire”?
  2. Se i documenti non erano nel fascicolo della accusa, perché il P.M. non l’ha denunciato in prima udienza, consentendo in quella sede all’avvocato di esprimere le sue perplessità alla mia richiesta di essere ammesso al rito abbreviato non per avere pene minori, una sentenza in tempi brevi?

Quante sono le persone coinvolte in questo tentativo di forzare la decisione del Giudice?

Perché è nato questo procedimento?

(peraltro non è il solo contro di me, a Napoli si trascina un altro procedimento analogo, in quel caso a denunciarmi sono stati un ex Sindaco di Casalnuovo di Napoli e la sua Giunta, perché, con le stesse modalità ne avrei offeso la specchiata onorabilità; Anche in quell’altro giudizio (anche questo con udienza nel 2021) mi sono assunto la responsabilità delle mie pubblicazioni e rinunciato alla prescrizione affinché una sentenza accerti il vero, ed anche in questo giudizio l’accusa è molto evanescente e non viene in aula)

Ma cosa stanno tentando di nascondere?

La creazione e la immissione in commercio di un intero complesso immobiliare di 135 appartamenti (solo alcuni già sequestrati dal Comune il 10/12/2016 con atto di imperio sebbene la licenza edilizia era unica).

Complesso lasciato edificare dai responsabili delle pratiche presso il Comune sebbene già dalla realizzazione del primo fabbricato (anni 1991-1993) erano non sanabili le evidentissime violazioni in spregio alla concessione edilizia n. 133/1990 e convenzione per Lottizzazione del 19/07/1990 e il Comune dal 1995 non può dire di non esserne a conoscenza avendo chiesto una integrazione di condono edilizio Racc. prot. 53150 del 6.12.1995 mai più integrata dalla venditrice se non con atti attestanti il falsi il 17 marzo 2005 (per il quale fatto fu imputato l’amministratore dell’epoca e l’architetto che lo coadiuvò, Sentenza n. 379 2013 Tribunale di Nola;

Mostro edilizio che non si poteva commerciare e invece autorizzato dal Notaio Capuano, con atti a partire dal luglio del 1995, truffando circa un centinaio di famiglie facendogli sottoscrivere atti illegittimi.

Così facendo il notaio, che aveva conoscenza del condono e avrebbe dovuto denunciarne la inammissibilità sostanziale, mise l’ufficio pubblico da lui rivestito ad uno dei vertici di una organizzazione che:

  • da un vertice aveva ed ha i proprietari del terreno, Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali Ss. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti;
  • da un vertice aveva ed ha i responsabili delle pratiche edilizie e di condono presso il Comune di Casalnuovo di Napoli;
  • Da un vertice aveva ed hala Del Vecchio Costruzioni S.P.A.;

A garantire tutto e tutti c’era e c’è la complicità di magistrati e poteri in tutta evidenza idonea a condizionare lo svolgimento di procedimenti civili e penali e fare archiviare esposti denunce e querele senza che gli autori dei reati vengano iscritti ex art. 335 c.p. ai registri dei reati.

Su tutto ciò, dopo che le querele contro le mie pubblicazioni erano già state presentate e non gli ho consentito di archiviarle, ha formato giurisprudenza la sentenza n. 57/2020 della Corte di Appello di Napoli.

Questa sentenza (confermando la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 7632/2011) ha dichiarato che mia moglie aveva il diritto di non sottoscrivere (nel 1995 e successivamente) il rogito di un immobile, che avevamo prenotato il 2307/1993 quando era ad inizio costruzione in Via Cupa dei Romani 10 Parco Ginestre Casalnuovo di Napoli (oggi con accesso da via Strettola 18/20 e via Fausto Coppi 2), in un complesso di 135 appartamenti, che al rogito si tentò di nascondere (non riuscendoci con noi) che li avevano realizzati illegalmente, con gravi abusi mai condonati, violando tutte le norme possibili e immaginabili, non condonabili e pertanto da demolire e neanche realmente tentati di condonare, tutto con aiuti e omissioni – ancora attuali, dall’interno dalla amministrazione Comunale di Casalnuovo di Napoli ed in particolare dai responsabili degli uffici Tecnico e di Condono.

La Corte di Appello di Napoli con la sentenza n. 57/2020 (decisa dopo che mi avevano già querelato per le mie pubblicazioni accusatorie sui social) , dichiarando definitivamente non intestabile ne allora né oggi quell’immobile oggetto di quel rogito, ha anche condannato la responsabile società venditrice a risarcirci e pagare le spese legali, in I^ e II^ grado dalle sentenze invece addossate ingiustamente a noi.

Proprio per la ingiustizia di queste prime sentenze contro di noi dovemmo presentare le ns prime denunce in sede penale, oltre che per la iniziale truffa immobiliare anche per frode processuale e estorsione.

La estorsione, secondo noi consumata dal responsabile legale della società e del suo avvocato, quando senza risarcirci la società venditrice (pur essendo in scienza della illegittimità delle sue azioni) pretese da noi la riconsegna dell’immobile tramite l’ufficiale giudiziario e la FORZA PUBBLICA, attivandola sulla base di una sentenza (n. 309/2004 Tribunale di Napoli) che il giudice Criscuolo Mauro aveva deciso contro di noi sebbene gli atti provavano incontrastabilmente e in modo non dubitabile o interpretabile la responsabilità della società di costruzione per tutti i danni (e reati) loro contestati. Tra questi atti c’era anche un rogito del Notaio Capuano presso il suo studio in Napoli via Depretis 5, identico a quello che volevano farci sottoscrivere, firmato da un altro acquirente, il che (a loro dire) avendolo autorizzato un Notaio non poteva dirsi irregolare, per cui il giudice doveva decidere (e decise) in loro favore

L’atto invece era stato illegittimamente autorizzato (come oggi affermato dalla Corte di Appello) e quindi lo stesso suo impiego per indurre in errore il magistrato era un fatto illegittimo, e proprio quel rogito costituisce da anni una una prova giudiziale della temerarietà e fraudolenza del comportamento della venditrice nella estorsione da noi contestata.

Siccome l’atto che ci aveva sottoposto per firmare il notaio Capuano Nicola era irregolare, ed irregolare è sempre stato il suo impiego dal 1995 a oggi per raggiungere scopi antigiuridici, rappresentammo il fatto al Consiglio Notarile di Napoli.

(parallelamente contestavo anche l’operato dei sindaci di Casalnuovo di Napoli prima e durante l’altro processo in corso a Napoli)

Il Consiglio Notarile di Napoli, informato dal 2007 nella persona del Notaio Areniello (successivamente anche del responsabile notaio Paolo Guida) se ne sono sempre fregati di quanto di illegittimo aveva realizzato il collega e si stava realizzando in procedimenti civili e penali tramite l’impiego di rogiti notarili illegittimamente autorizzati, mancando ai loro doveri di ufficio di prendere posizioni verso il notaio Capuano (a quanto né sò io come gli autori dei reati edilizi perduranti ancora a piede libero e neanche indagati e indenne da sanzioni disciplinari dl Consiglio Notarile locale o nazionale) preferendo infine querelare il sottoscritto perchè avevo denunciato e denuncio pubblicamente la messa a disposizione di Uffici Pubblici a scopi di criminali che hanno realizzato e stanno realizzando reati contro lo Stato e contro l’Amministrazione della Giustizia.

Ultimo (e spero ultimo) questa sottrazione di atti dal fascicolo processuale della accusa nel procedimento penale n. 5337/2018 presso la Procura di Nola, mentre nello stesso fascicolo sono stati lasciati atti infamanti a mio nome che ho fatto revocare non appena mi furono erroneamente contestati, per accuse che neanche lontameamente mi riguardano, dovute a uno strano errore degli addetti alle notifiche giudiziarie, ma che intanto, restando nel fascicolo processuale perché nessuno si è degnato di toglierli, possono fare apparire sotto una cattiva luce la mia persona al giudice Dottoressa Luzzi Mariangela.

Luigi Iovino

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