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In gioco non solo la credibilità della giustizia ma anche la credibilità del Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata e del Notariato nazionale che non hanno ancora denunciato attività criminale di un proprio aderente e della magistratura.

La sentenza della II^ Sez. Civ. Corte di Appello di Napoli, n. 57/2020 ora passata in giudicato, ha ampiamente confermato che le sentenze contro mia moglie sono state frutto di una Gomorra giudiziaria, non ancora cessata.

Gomorra è la resistenza dei dei Sostituti Procuratori P.M. ad applicare l’azione penale per fare cessare reati perduranti ed imprescrivibili di costruttori, di dipendenti pubblici del Comune di Casalnuovo di Napoli, notai e magistrati.

Tanto è dato desumere dalla conclusione della Corte di Appello di Napoli, che, sciogliendo mia moglie dall’obbligo di rispettare il preliminare di compravendita di immobile in costruzione firmato nel 1993 con Patrizia Boldoni, truffatrice-estortrice, ci ha riportati alle ore 19.00 del 16/11/1995 quando in via Depretis 5, Napoli presso lo studio del notaio Capuano Nicola, presente la venditrice rifiutammo la firma di un rogito la cui sottoscrizione oltre che farci indebitare con la Banca di Roma per oltre 100.000.000 di lire (oltre i circa 90 milioni già pagati) ci avrebbe fatti risultare corresponsabili di reati civili e penali poi, in fatto, realizzati.

La decisione in ns favore è stata motivata per impossibilità, allora 1995 ed oggi 2020, di valida stipulazione del rogito notarile, per illegittimità dell’immobile in trasferimento, causata da inadempienza grave del costruttore.

Intanto però lo stesso immobili e altri 134 costruiti illegalmente insieme sono stati tutti trasferiti illegalmente per rogito notarile, e alcuni sono tutt'ora sul mercato.

E’ stato quindi affermato il diritto di mia moglie (ma di ogni altra promittente acquirente nelle stesse condizioni) di non firmare un rogito notarile di trasferimento in assenza-impossibilità delle irrinunciabili condizioni di legittimità dell’immobile oggetto della compravendita, ma bisogna ancpra affermare il diritto (al quale dovrebbero presiedere i Consigli Notarili) che gli immobili irregolari non devono circolare.

Le responsabilità del notaio Capuano Nicola aderente al Consiglio Notarile dei distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata.

Lo affermo responsabile con cognizione di causa in quanto, è oggetto della mia difesa nel procedimento penale che mi vede imputato a Nola per diffamazione, sapeva di star commettendo dei reati apponendo il sigillo dello Stato facente fede pubblica di commerciabilità degli immobili su rogito che aveva realizzato per aiutare la Del Vecchio Costruzioni S.p.A. a truffare gli acquirenti, tra i quali io e mia moglie ci rinunciammo di firmare.

Sono stato querelato  - a mio giudizio ingiustamente - dal Notaio Areniello Antonio, oggi consigliere del Notariato nazionale, al quale mi rivolsi dal 2007 quale presidente pro tempore del Consiglio Notarile riunito dei distretti di Napoli, Nola e Torre Annunziata, presentando documenti e mettendolo al corrente delle mie pubblicazioni che li dimostravano al corrente che il notaio Capuano aveva realizzato dei reati.

Nel giudizio è parte civile l'attuale Consiglio Notarile di Napoli).

La querela contro di me ès tata presentata, quando la sentenza della Corte di appello di Napoli non era stata ancora depositata, perchè ho tentato di mettere al corrente i lettori di facebook e del web in generale della pericolosità del fatto che degli immobili da demolire sono ancora sul mercato e i responsabili del Consiglio Notarile non hanno fatto finora niente per impedirlo.

L'udienza per la discussione si dovrebbe tenere presso il Tribunale di Nola il prossimo 20 Ottobre.

Il notaio Capuano Nicola, dicevo, non è stato solo responsabile negli atti del reato di falsità ideologica di cui all’art. 479 c.p., nel Libro II (Dei delitti in particolare), Titolo VII (Delitti contro la fede pubblica), Capo III (della falsità in atti) del vigente codice penale perché venuto meno all’obbligo giuridico di attestare o far risultare il vero verso lo Stato e i compratori ma nella intera vicenda è stato da sempre la figura pubblica di riferimento essenziale alla truffa di almeno un centinaio di vendite illecite.

Il notaio Capuano Nicola infatti non ha solo taciuto la presenza di abusi che non potevano essere oggetto di condono, neanche tentati di sanare dalla venditrice, di cui ebbe conoscenza prendendo visione degli atti autorizzativi e del condono (C.E. 133 del 21/12/1990 e istanza n. 2780/1995 relativa anche ad abusi non sanabili, in violazione della Convenzione del 19/07/1990 e di obblighi di pubblica sicurezza in materia di parcheggi Legge 122/1989, appropriazione di aree pubbliche, eccessi non sanabili di volumetrie abusive ed altri, e scusate se è poco) ma realizzò lo strumento-rogito attraverso il quale realizzare i trasferimenti notarili, in scienza della loro illegittimità, facendo risutre corresponsabili di abusi i compratori, evidentemente per potersene la società assicurarsene il silenzio/complicità.

Così il 16/11/1995 tentò di farci firmare atti che nei mesi precedenti avevano già sottoscritto decine di famiglie del parco, alcune firmarono anche dopo che li informammo della ns decisione di non firmare senza aver avuto chiarimenti.

Famiglie che oggi dopo aver pagato col sangue anche mutui bancari, si ritrovano possessori di immobili da demolire.

15 dei 135 appartamenti totalmente abusivi sono già stati acquisiti gratuitamente al patrimonio comunale il 10/12/2016, mentre gli altri 120 grazie a nuovissimi reati, sono tutt’ora abitati e in commercio sebbene da demolire a seguito della Ordinanza del Comune n. 12/2012. - Mancata esecuzione di un ordine dello Stato che ha consentito altri reati e che anche oggi i venditori possono tentare di passare la bomba immobiliare in mano ad altri prima che scoppi.

Come affermai fin da subito dopo aver ascoltato la lettura del notaio si trattava di un rogito illegittimo, che io definii subito un “atto mostro” dal punto di vista giuridico, che, in coscienza, non potevamo firmare e nessuno avrebbe potuto obbligarci.

Ma il notaio non è l’unico esterno alla compagine dei costruttori ad avere colpe.

La sentenza n. 57/2020, come già la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 7632/2011, hanno smentito le decisioni di diversi giudici in due sentenze decise alla conclusione di processi letamaio, nei quali hanno gozzovigliato avvocati e giudici insieme, inclusi i miei avvocati di fiducia di allora, dove il falso, per quanto paradossale rispetto ai documenti presenti, venne affermato come vero, una del Tribunale di Napoli n. 309/2004 e una della Corte di Appello di Napoli, n. 2360/2005.

Ed anche su questo la sentenza mi ha dato ragione.

Quelli subiti sono stati processi che solo in una realtà da Gomorra potevano avere le conclusioni che hanno avuto, e i tecnici, gli avvocati, i notai e i magistrati che hanno tradito la giustizia raramente si sono preoccupati di mascherare bene quello che realmente stavano facendo.

Dietro a tutta la lottizzazione abusiva la Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti e la Curia di Napoli (ancora oggi con le mani nel sacco a sfruttare ed arricchirsi illecitamente con i proventi di immobili abusivi realizzati coi soldi delle truffe), amministratore delle entrate illecite del parco abusivo da sempre per entrambi gli enti Monsignor Ardesini Salvatore.

Come non sospettare che sono loro, che contano tra i loro aderenti hanno centinaia tra magistrati e avvocati, che hanno deviato per anni la giustizia civile e ancora impediscono alla giustizia penale di fare il suo corso?

Tra tanti i cui nomi sono nelle mie pubblicazioni spicca il nome del P.M. Francesco Raffaele, titolare del procedimento penale 7225/2004 e poi 860/2007 Procura di Nola, non per aver detto il falso, come il giudice Mauro Criscuolo, non per aver acrchiviato senza fare indagini querele per reati perseguibili d'ufficio, ma per aver detto il vero.

Il P.M. Francesco Raffaele mi disse chiaramente, nel suo ufficio, alla conclusione del R.G:N.R. 860/2007 che qualcuno gli aveva impedito di fare di più rispetto alla citazione per falso in atti pubblici di solo 2 soggetti per falsità nel condono 2780/1995 -  (sentenza n. 303/2013).

Qualcuno lo ha fermato nel fare le indagini perchè da quella attività criminale si sarebbe potuto scoperchiare il vaso di Pandora della edificazione totalmente illegittima del parco delle Ginestre?

Per chi oltre quelli citati era importante non fare affermare la verità anche a costo di far dichiarare il falso a dei giudici civili o convincere Sostituti Pubblici Ministeri ad archiviare denunce e querele penali sebbene nessun reato è prescritto, né prescrivibile, finché ci sarà uno solo degli appartamenti del parco delle Ginestre ancora da demolire.

Solo una giustizia da Gomorra può tenersi ancora distante dall’accertare reati penali, molti dei quali da contestare d’ufficio, benché adesso la incommerciabilità dell’appartamento oggetto del preliminare annullato è affermata con sentenza passata in giudicato.

Neanche è ipotizzabile – e quindi non può essere una scusante – che alcuni reati, che si tirano indietro gli altri reati, possano andare in prescrizione, perché ci sono reati perduranti, di magistrati, ma anche di notai, che non vanno in prescrizione.

Soprattutto non va in prescrizione – e ci sono già gravi responsabilità in capo ai responsabili pro tempore delle Amministrazioni locali - l’Ordinanza di Demolizione emessa il 5.3.2012 dal Comune di Casalnuovo di Napoli firmata dal Colonnello della polizia locale Guglielmo Librino, mentre gli immobili oggetto di quella ordinanza, invece di essere stati tutti sequestrati come i primi, sono tutt’ora abitati è hanno - sebbene legalmente impossibile per vari motivi - delle concessione in sanatoria che li rendono apparentemente regolari.

L’importanza della sentenza cui è pervenuta la Corte di Appello di Napoli dopo 24 anni di resistenza temeraria della venditrice contro me e mia moglie, è che finalmente possiamo contestare al Notaio Capuano Nicola il reato che ha consentito alla Del Vecchio Costruzioni S.p.A. di commerciare, dal 1995 immobili realizzati in totale abusività, mascherandone la illegittimità ai compratori con l’aiuto del notaio.

Il notaio Capuano infatti non poteva non sapere (afferma lui stesso nel rogito di avere preso conoscenza della istanza di condono) che la società venditrice aveva insanabilmente violato la C.E. 133 del 21/12/1990 e la Convenzione del 19/07/1990, e nonostante ciò si rese disponibile a stendere un atto dove tutto appariva regolare, ma che invece induceva gli acquirenti ad assumersi responsabilità civili e penali molto gravi (e forse proprio ciò era l’intento diabolico) per rendergli impossibile, una volta sottoscritto l’atto, dire di non sapere che stavano commissionando opere non autorizzate, ma il diavolo, come si sa, fa le pentole e non i coperchi.

Il notaio (ditemi chi non è in soggezione davanti a un notaio?) infatti riportò nel testo del rogito che la società aveva dichiarato di avere presentato il condono che non era falso (ma dalla visione del condono lui che era notaio ed aveva visionato gli atti aveva i mezzi tecnico-legali per comprenderne la totale improcedibilità) ma non ne allegò le copie, nella sua veste pubblica dichiarando per indurre gli acquirenti a ritenerlo regolare, mentre tale non era, di averle visionate in precedenza. 

Il rogito da non sottoscrivere

Premesso, che il notaio Capuano Nicola il 16/11/1995 presso il suo studio in Napoli via Depretis 5, in mia presenza lesse e sottopose da firmare a mia moglie (con me in comunione dei beni) un rogito di trasferimento di immobile vedasi atto allegato orientato a renderci complici dei reati ancora da realizzare della venditrice, che era riuscito a far firmare senza destare sospetti già a una cinquantina di famiglie prima di noi, altri acquirenti lo sottoscrissero in seguito nonostante li avevamo informati della ns decisione di non sottoscriverlo perché con la sottoscrizione sarebbero risultati complici di reati dei costruttori, non ci voleva un giurista per capire che quel rogito non si poteva firmare.

In tutti i rogiti infatti (che nel caso nostro non individuava neanche con esattezza le pertinenze che avrebbero dovute trasferirci in proprietà esclusiva insieme all’immobile proncipale) il notaio aveva inserito tra le righe delle clausole che non ci dovevano né potevano essere, infine facendo risultare che chi firmava aveva chiesto alla venditrice di realizzare per loro dopo l’acquisto  quota parte di un parcheggio da realizzarsi (mai chiesto da noi in preliminare ma credo altrettanto gli altri).

Affinché questo non sembri solo un ennesimo sputo di veleno troppo a lungo soppresso, oltre che al sopra allegato rogito in questione allego e commento i passaggi illegali nel rogito.

Mi piacerebbe che dei notai mi potessero sbugiardare.

I passaggi che evidenzierò riguardano la tecnica usata dal notaio per far risultare committenti gli acquirenti di reati che la società stava per realizzare, realizzando dei posti auto non autorizzati in luogo di quelli autorizzati che, a inizio lavori, aveva mancato di realizzare e la cui mancata realizzazione, da sola (vedi TAR Campania Ordinanza n. 896/2012 pag. 2 ultimo C.pv.)  già era motivo di decadenza della Concessione a prescindere dalla attivazione, da parte del Comune, delle conseguenze di legge.

Prima omissione del notaio (vedi allegato A) il quale, avendo esaminato gli atti non poteva non sapere che Il suolo in questione non era quello destinato a parcheggio nella Convenzione per lottizzazione e nella C.E. 133 del 21.12.1990 che regolavano la edificazione ma una area non autorizzata la cui aggiunta (se anche fosse stata regolare ma non lo era) avrebbe pregiudicato il rilascio della Abitabilità-Agibilità per tutto il complesso.

Più avanti il notaio (vedi allegato B)utilizza termini sospensivi assolutamente non casuali:

  1. a)da destinarsi;
  2. b)da realizzarsi;
  3. c)previa le debite autorizzazioni?

Con ciò, grazie all’alea di fiducia che il cittadino riconosce al pubblico ufficiale facendo apparire regolare ai compratori che una parte del loro acquisto sarebbe stato realizzato e regolarizzato dopo la intestazione.

La prova (vedi allegato C)  che stiamo parlando di un atto redatto dal notaio Capuano Nicola, iscritto al Consiglio Notarile dei distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata per un immobile nello stesso fabbricato dove era l’appartamento oggetto del ns preliminare. (Vedi preliminare allegato) .

Alla luce della sentenza 57/2020 che ha finalmente dichiarato “legittimo il rifiuto di mia moglie di stipulare il definitivo perché affetto da nullità”, con risoluzione del preliminare per grave inadempimento della venditrice, e quale effetto restitutorio, il diritto a riavere gli importi versati, per quello che ci ha fatto negli anni la venditrice-truffatrice si è trasformò in estortrice.

Apro una breve parentesi a fine di chiarezza per la comprensione della vicenda sottostante:

L’atto di cui allego dei passaggi non porta il nome di mia moglie, perché rifiutatici di sottoscriverlo il 16/11/1995 presso lo Studio del Notaio Capuano e dopo che questi mi chiese se lo stavo chiamando ladro, quando gli risposi “se le carte sono queste sì!” si prese l’atto e si allontanò.

Fummo anche stupidi a non chiamare subito i Carabinieri o la Polizia, ma non potevamo sospettare la vera gravità dei fatti. Ci sono poi voluti decenni per provarla.

Comunque il rogito dal quale sto estraendo questi passaggi è in tutto identico a quello che la società voleva imporci di sottoscrivere – anche il fabbricato è lo stesso - e lo possediamo e lo usiamo legalmente perché la società, per ingannare i giudici, lo ha depositato fin dal 1997 (cioè dall’inizio della nostra causa) nei diversi giudizi che ci ha costretto ad affrontare fino ad oggi.

Intanto, mentre faceva risultare un liquidatore-testa di legno-estorsore ai processi, la Amministratrice della società, Patrizia Boldoni, col marito Corrado Ferlaino (ex patron del Calcio Napoli e con lei coimputato in vari processi) hanno agito fraudolentemente per spogliare la società Del Vecchio p.a. di tutti i beni.

Nel 2007 arrivò al MROS prezzo la polizia fiscale svizzera la seguente segnalazione che avvertiva che Corrado Ferlaino e moglie stavano fittiziamente esterovestendo un patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’importo di 50 milioni di franchi svizzeri, facendone risultare la proprietà a società create in paradisi fiscali per infine rientrare in Italia all’interno di un TRUST di Nome KING. La Boldoni è stata anche recentemente condannata per aver sottratto svariati milioni al pagamento del fisco, facendoli risultare donati ai figli. Il processo è in corso.

Purtroppo, diversamente da noi, sia la famiglia titolare di questo atto sia altre decine (se non oltre 100) oltre ai soldi versati alla società al preliminare hanno pagato anche dei mutui, quelli che hanno acquistato inizialmente alla Banca di Roma S.p.A. per immobili che non potevano essere commerciati e che per questo verranno sequestrati dal Comune, che non può esimersi dall’applicare la legge.

Sarebbe interessante, ma questo compete ai mutuatari, contestare alle Banche come hanno fatto a accendere ipoteche su questi immobili privi dei requisiti di legge e chiedere tutto indietro, capitali, interessi e danni compresi.

L’atto la società lo ha sempre depositato nei giudizi per ingannare i giudici sulla effettiva commerciabilità dello stesso, dichiarando che, avendolo autorizzato il notaio, la vendita era regolare.

Alla fine la corte di Appello di Napoli vedi sentenza n. 57/2020 come già la Suprema Corte di Cassazione (vedi sentenza n. 7632/2011) ha riconosciuto la illegittimità del rogito, che non poteva essere stipulato.

Oggi posso dire con soddisfazione “regolare un beneamato cazzo!” e lo urlo anche in faccia ai giudici del tribunale e della Corte di Napoli che inizialmente diedero ragione alla Del Vecchio Costruzioni S.p.A., volontariamente o meno esponendoci a una non ancora cessata estorsione.

Adesso le cento famiglie truffate del parco Ginestre, trovandosi proprietari di immobili illegali, dovranno decidere cosa fare e gli conviene farlo prima che sia il Comune o un giudice a bussare alle loro porte.

Se mi chiederanno la documentazione in mio possesso la metterò immediatamente a disposizione dei loro legali e, essendo nulli tutti gli atti di trasferimento seguiti dalla vendita appalto tra la Arciconfraternita dei Pellegrini e la Del Vecchio Costruzioni S.p.A. nel 1991, perché viziate dal tacito accordo criminale tra le parti, posso dirgli anche da chi devono farsi ripagare.

Chiusa parentesi

Riprendendo il tema della presente proseguo a dimostrare la responsabilità del notaio Capuano Nicola per avere criminalmente ingegnato il rogito notarile per ingannare gli acquirenti:

All’atto del rogito (leggasi allegato D) seguendo il corpo del testo, l’acquirente si è trovato in una scena preconfezionata dove il pubblico ufficiale notaio faceva apparire regolare ciò che non lo poteva essere .

Aprendo l’allegato che precede potremo leggere infatti nella parte assertiva il passaggio relativo ai 3,14 millesimi del parcheggio da realizzarsi (che il notaio e la venditrice sapevano essere irregolari ed inficianti la possibilità di regolarizzazione dell’immobile e dell’intero complesso cui stava venendo aggiunto.

Anche qui prospettandone la regolarizzazione l’area viene descritta come “destinata a parcheggio” sebbene era legalmente impossibile realizzarci il parcheggio (a testimonianza che non erano per niente regolari ci sono successive istanze di condono che solo tecnici corrotti potevano fare approvare).

E si può leggere “che la Del Vecchio Costruzioni S.p.A. ha aderito a tale richiesta di acquisto”

Quale acquirente avrebbe avanzato una richiesta di acquisto per un posto auto in un parcheggio non autorizzato se lo avesse sospettato abusivo ed inficiante il conseguimento della agibilità per l’appartamento acquistato?

Si legge ancora nello stesso art. 4 che le parti, con questo atto, intendono formalizzare l’accordo raggiunto.

Quale accordo poteva esserci se il Notaio e la venditrice erano d’accordo in mala fede contro i compratori?

Si legge ancora (perché ci voleva la ciliegina sulla torta di merda) vedi allegato E:

Si conviene tra le parti in ordine alla quota di comproprietà… che ad avvenuta realizzazione la società venditrice provvederà a sua cura e spese alla identificazione catastale dei posti auto che lo compongono.

Successivamente il Notaio Capuano, nonostante la abusività degli stalli auto realizzati, fattili la società accatastare illegalmente, li legò agli appartamenti (abusivi anche essi) per far formalmente risultare rispettata la violata legge 122/1989 depositando al Comune l’Atto d’Obbligo stipulato il 27/2/1998 n. 87986 rep, 17214 racc. trascritto ai RRII di Napoli il 10.03.1998.

Facendo sottoscrivere quel rogito ai clienti davanti al notaio, è verosimile che la società li ha tenuti fin’ora in pugno per la corresponsabilità di avere accettato di sottoscrivere quegli atti.

La decisione giudiziaria n. 57/2020

Sulla questione dell’obbligo di un promittente acquirente di un immobile di nuova costruzione a concludere positivamente per i venditori l’impegno assunto nel preliminare anche se l’immobile presenta degli abusi insanabili, la Corte di Appello di Napoli, indirizzata dalla Suprema Corte di Cassazione (R.G. Cass. Nr. 7632/2011 leggi sentenza) con la sentenza n. 57/2020 (leggi sentenza) è stata molto chiara.

Quanto vale per l’immobile a noi inizialmente destinato – non commerciabile allora ed oggi - vale anche per tutti i 135 appartamenti del parco Ginestre dei quali si può senz’altro affermare la nullità dei rogiti.

Con ciò informo i possessori che la NULLITA DEI TRASFERIMENTI NOTARILI PER COLPA GRAVE DEL NOTAIO e PER ILLEGALITA DELL’OGGETTO DELLA VENDITA oggi la possono con buona ragione tempestivamente contestare alla Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, primari responsabili delle attività criminali della Del Vecchio Costruzioni sui suoli di loro proprietà, dei quali si resero complici trasferendo loro la Concessione edilizia n. 133 del 21/12/1990 dopo che la avevano insanabilmente violata edificando per loro un edificio oggi acquisito al patrimonio indisponibile del Comune.

E ad oggi non li hanno denunciati.

Segue un estratto dalla sentenza n. 57/2020 relativamente agli immobili del parco Ginestre, Via Strettola Casalnuovo di Napoli.

Valida stipulazione

Sulla scorta di quanto indicato dalla Suprema Corte di Cassazione l’attività della Corte di Appello di Napoli nel giudizio n. 2958/2011 si è quindi concentrata sull’ordinare una CTU, al fine di accertare la regolarità dell’intervento edilizio e la possibilità di conseguimento della licenza di abitabilità, per accertare se era possibile una valida stipulazione ex artt. 17 e 40 legge 47/85, ai fini della valutazione del grave inadempimento della promittente venditrice dedotto dalla Leone per legittimare ex art. 1460 c.c.. il proprio rifiuto alla stipula del contratto definitivo di compravendita per:

  • Incommerciabilità dell’immobile (v. pagg. 16- 20 atto d'appello);
  • la mancanza del certificato di abitabilità (v. pagg 20-25 appello);
  • la difformità dell’appartamento promesso rispetto alla planimtria catastale (v. pagg. 26-27 appello);

Esiti istruttori per la decisione nel giudizio 2958/2011, sentenza n. 57/2020

Sulla scorta degli esiti istruttori, si può senz'altro affermare, in accoglimento del motivo di gravame di Leone Lucia che l'immobile oggetto del preliminare oggetto di causa all'epoca dei fatti (e tutt'ora) non era e non è commerciabile perché realizzato con difformità essenziali rispetto alla CE 133/90 non sanate e non sanabili per non essere alcune di esse neanche oggetto delle varie istanze di condono presentate dalla società Del Vecchio anterio1n1ente al presente giudizio.

Ne consegue che già in ragione di tale profilo il rifiuto della Leone di stipulare il contratto definitivo (con il connessa rifiuto di accollo dei pagamenti del mutuo) ex art. 1460 c.c come affermato dalla Suprema Corte nella sent.n. 7632/11 con cui ha rinviato a questa Corte (cfr. pag. 5)atteso che si sarebbe trattato di un atto pubblico di compravendita sanzionabile con la nullità ai sensi dell'art. 40 L. 47/85 appare legittimo.

La decisione in favore della sig.ra Leone Lucia, che rifiutò la intestazione era legittimamente fondata in quanto:

"in tema di esecuzione specifica del l'obbligo di concludere un contratto di compravendita, ai sensi dell'art. 40 della legge 28 febbraio 1985 n. 47 non può essere pronunciata sentenza di trasferin1ento coattivo ex art. 2932 c.c. (e quindi neppure procedersi alla stipula dell'atto di trasferimento) non solo qualora 1 'immobile sia stato costruito senza licenza o concessione edilizia (e manchi la prescritta documentazione alternativa: concessione in sanatoria o domanda di condono corredata dalla prova dell'avvenuto versamento delle prime due rate dell'oblazione) ma anche quando l'mmobile sia affetto da totale difformità dalla concessione e manchi la sanatoria ( Cass. 1V. 20058/09)";

Sulla scorta delle ragioni che precedono, dirimenti ai fini dell'accertamento demandato a questa Corte territoriale - assorbiti gli altri motivi di gravarne principale - contrariamente a quanto ritenuto dal tribunale, appare senz'altro prevalente l'inadempimento della Del Vecchio Costruzioni S.P.A. agli obblighi nascenti dal preliminare di vendita immobiliare del 22.7.1993 per essere l'appartamento consegnato, da trasferire in via definitiva, incommerciabile per la presenza di difformità essenziali rispetto alla concessione edilizia, non sanate, e altresì privo della licenza di abitabilità perché mai presentata l'istanza dalla promittente venditrice, che ne era onerata.

Tanto rende legittimo il rifiuto della Leone di stipulare il definitivo, che sarebbe stato affetto da nullità, con diritto della stessa alla risoluzione del contratto preliminare per grave inadempimento della promittente venditrice a cui consegue, quale effetto restitutorio, il diritto ad ottenere la restituzione dell'importo versato a titolo di caparra confirmatoria (lire XX.XXX.XXX oggi euro XXXXX,00)

Così deciso il Napoli li 6.11.2019

       Il Consigliere estensore                                                                        Il Presidente

  1. ssa Alessandra Piscitiello                                                             Dott. Giovanni De Crecchio

La situazione attuale

Grazie agli atti fatti sottoscrivere dal notaio Capuano Nicola almeno 100 famiglie di via Strettola parco “Ginestre” Casalnuovo di Napoli sono state indotte a scegliere la illegalità da un pubblico ufficiale

Dal 5 marzo 2012 i 7 (sette edifici abusivi sono divenuti oggetto di Ordinanza di demolizione, al momento eseguita solo (proprio) per il primo dei fabbricati realizzato dalla Del Vecchio Costruzioni S.p.A..

Gli altri 6 (sei) fabbricati del parco Ginestre, sebbene la demolizione era irrevocabile, sono oggi dotati di Concessioni in sanatorie illegalmente rilasciate, perché le istanze di condono presentate con la legge del 2003 attestavano con falsità gli effettivi volumi abusivi insistenti sui fabbricati.

Con questi notai, con questi dipendenti pubblici e questi magistrati, vincerà mai lo Stato a Casalnuovo di Napoli o resterà per sempre terra di Gomorra?

 

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