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Su tutta la vicenda ha messo il punto la Corte di Appello di Napoli, con la sentenza decisa in conclusione del giudizio di Rinvio dalla Suprema Corte di Cassazione, n. 57/2020.

L'immobile a noi promesso in vendita il 23/07/1993 non era, e non è commerciabile.

Lo stesso non sono commerciabili nessuno degli immobili del parco Ginestre, sebbene dei notai criminali ne hanno autorizzato la circolazione, creando serissimi danni alle famiglie che oggi li possiedono.

Alcuni di questi immobili sono addirittura in commercio, venduti da Agenzie o Portali immobiliari, che non si curano della effettiva commerciabilità degli stessi, nel silenzio dei responsabili dei Consigli notarili locali e nazionali.

La responsabilità amministrativa, edilizia, urbanistica, civile e penale della costruzione abusiva del parco delle Ginestre è sempre stata della Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, alla quale, il 10/12/2016 è stato definitivamente sequestrato un fabbricato, il primo dei 7 edificati senza una effettiva concessione edilizia, perchè quella esistente, C.E. n. 133 del 21/12/1990 (se mai rilasciata regolarmente) era stata violata, e così la Convenzione per Lottizzazione del 19/07/1990, a inizio lavori.

La ricostruzione degli eventi e gli atti che lo documentano a beneficio di qualche magistrato onesto (se mai dovessero essercene nella magistratura e aprissero questa pagina):

I FATTI (con allegati a prova della veridicità delle mie denunce)

La storia, solo ora riassumibile grazie al passaggio in giudicato della sentenza n. 57/2020 (doc. 1)., nel giudizio c/o la Corte di Appello di Napoli n. 2958/2011 adito da Leone Lucia per rinvio dalla Cassazione (sentenza n. 7632/2011 (doc. 2) contro la società Del Vecchio Costruzioni S.p.A. (per brevità nella presente DVC) all’epoca e fino ad oggi in fatto amministrata da Patrizia Boldoni (nata a Napoli il 27/12/1950) tratta solo apparentemente di inadempienze contrattuali, ma in realtà ho dovuto denunciare e denuncio una truffa cui con altri ha partecipato in modo fondamentale il notaio Capuano Nicola con studio in Nola e Napoli, via Depretis n. 5, dove lo incontrammo nella occasione del mancato rogito per ns rfiuto a firmare, ed estorsioni su ordine della stessa, cui hanno aderito gli avvocati dalla stessa nominati, Morante Roberto e Danilo Aita, favoriti da testimoniante attestanti il falso da sempre rilasciate dall'Ing. Fiorillo Gennaro, in atti citato e Rossi Ciro, dal 1997 liquidatore testa di legno della società Del Vecchio Costruzioni S.p.A. (anche lui estorsore ma sempre stato un misero fantoccio) che ha  presenziando alla frode processuale mentre Patrizia Boldoni e altri spogliavano la società di tutti i beni - esiste una segnalazione al MROS, ovvero all'ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro in seno all'Ufficio Federale di Polizia in Svizzera - infine facendola confluire King Trust istituito il 2 agosto 2007 con la società sottostante di diritto panamense Delmey Holding Sa, con direttore societario la Falkirk Overseas Ltd, con una sottostante di secondo grado di diritto svizzero costituita col nominativo Tetide Sa. La Tetide S.A. con la Fesbo S.A. sono società entrambe coinvolte nella spoliazione fraudolenta dei beni della Del Vecchio Costruzioni S.p.A.

Il tutto ovviamente artatamente per lasciare ai loro figli quello che hanno rubato ai figli degli altri.

Mentre questo avveniva, mentre a Patrizia Boldoni e Corrado Ferlaino veniva consentito di mettere al sicuro un patrimonio milionario, solerti magistrati non riuscivano a capire i miei esposti, denunce e querela che venivano - e vengono ancora tutt'ora - archiviate senza approfondire un beneamato cazzo!

Si vede che gli ordini che gli provengono dal loro sistema di appartenenza non gli consentono di fare i magistrati.

Tra questi il P.M. Francesco Raffaele, P.M. presso la Procura della Repubblica a Nola (NA) sotto la guida del Capo Dr. Paolo Mancuso, titolare del procedimento penale archiviato 7225/2004 e poi del procedimento penale n. 860/2007, conclusosi con una insufficiente citazione a giudizio per reati minori per Ciro Rossi e per un architetto (reati prescritti ma non prosciolti) quando gli chiesi della insufficienza della citazione a giudizio per i 2 imputati, mentre ben altro era possibile contestare ed anche ad altri, mi disse chiaramente: "Non mi hanno consentito di fare di più" "Adesso dovranno essere bravi i suoi avvocati.

Chi fermò il Dr. Francesco Raffaele? (che si è fatto fermare) Chi ha fermato la giustizia?

A quali conclusioni sarebbe potuto arrivare il giudice Francesco Raffaele se non lo avessero fermato?

Non meglio sono andati i procedimenti penali che presso la stessa Procura della Repubblica di Nola ha curato (si fa per dire) il P.M. Carmine Renzulli.

Altrettanto uno schifo quelli che a Napoli ha curato per ultimo il Dr. Valter Brunetti, preceduto dalla Dr.ssa Lucchetta Annamaria che archiviò con un nulla di fatto il procedimento penale n. 45579/2004.

Niente da fare, le mie denunce, ancorchè nominative, circostanziate, documentate, si sono sempre imbattute in un muro di omertà e di omissioni, un muro fatto di toghe.

Un P.M. onesto potrebbe far riaprire i fascicoli adesso che una sentenza definitiva della Corte di Appello di Napoli ha asserito che gli immobili che abbiamo rinunciato ad acquistare nel 1995 non potevano essere commerciati per nullità dei rogiti e che l'appartamento sito al fabbricato "E" del parco Ginestre non era e non è commerciabile?

Come fece il fu Notaio Ferrara Renato a fare intestare lo stesso immobile a una diversa famiglia (tra l'altro al corrente dei reati) che lo acquistò a molto meno del suo valore commerciale dopo che gli estorsori lo avevano sottratto con la violenza al ns possesso senza risarcirci e oggi la stessa famiglia lo vuole rivendere al valore commerciale pieno nonostante è bene al corrente che l'immobile non è commerciabile?

Quante altre truffe verranno consentite se nessuno impedisce che gli immobili del parco delle Ginestre di via Strettola Casalnuovo di Napoli possono essere commerciati da Agenzie Immobiliari e persino su portali immobiliari molto noti?

Gravissime le responsabilità per la immissione in commercio di immobili non sanabili, non commerciabili e quindi irrimediabilmente da demolire del notaio Capuano Nicola che nei suoi atti ha dichiarato di aver letto il condono, quindi non poteva non sapere che il condono non sarebbe mai stato approvato.

Estorsioni consumate sia in Casalnuovo nel 2004 sia ulteriormente e fino agli ultimi giorni del giudizio tentate in Napoli con condotte perduranti in sedi giudiziarie, perché il 16/11/1995 presso il notaio Capuano Nicola in Napoli ci sottraemmo all’aggravarsi della truffa in precedenza subita prenotando un appartamento presso la sede della società in Napoli, Corso Vittorio Emanuele 130, promesso in vendita dalla venditrice in scienza che l’oggetto della promessa non sarebbe stato legalmente commerciabile (doc. 3) tanto più pervicacemente perché ne era impossibile anche il condono, tanto erano gravi le violazioni, non solo edilizie.

Sono tutte verità scaturenti da sentenze oggi passate in giudicato.

L’appartamento oggetto della questione e i relativi titoli edilizi (la cui illegittimità era mascherata dalla stratificazione di atti pubblici di trasferimento e autorizzazioni amministrative solo apparentemente regolari) fu edificato con gli altri 120 del parco Ginestre dai costruttori quando il titolo edilizio, C.E. n. 133 del 21/12/1990 e la Convenzione per lottizzazione del 19/07/1990 (se mai legittimamente rilasciati), erano già stati violati mentre degli adempimenti era responsabile la “Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti (in seguito confraternita).

Per quegli iniziali reati infatti l’immobile di 15 appartamenti le è stato definitivamente sequestrato il 10/12/2016 acquisendolo l’Amministrazione di Casalnuovo di Napoli al patrimonio indisponibile del Comune (doc. 4).

Quindi la confraternita, che non poteva non sapere della assenza del parcheggio sotterraneo (cfr T.A.R. Campania Ordinanza n. 896/2012 pag. 2, doc. 5della maggiore altezza dei fabbricati e delle recinzioni abusive dello stesso e che oltre che dei titoli edilizi era anche civilmente e penalmente responsabile delle ulteriori conseguenze che l’impiego protratto di quei titoli ha comportato a terzi e alle amministrazioni pubbliche locali e centrali, chiese la co-intestazione anche alla società inadempiente del titolo edilizio sebbene violato, successivamente eclissandosi dagli atti della DVC nella infruttuosa ricerca di nuove autorizzazioni edilizie.

Fu infatti solo in conseguenza della voltura a suo nome che la DVC potette porre in vendita a suo nome e poi completare le opere totalmente abusive del parco Ginestre, portando poi ai rogiti i promittenti acquirenti, ivi facendo contrarre agli stessi dei debiti sotto forma di mutui con la Banca di Roma, per immobili non commerciabili e da ritirare dal mercato che solo la compromissione dei responsabili degli uffici del condono presso il Comune di Casalnuovo di Napoli sta tardando ancora.

Non può escludersi a questo punto la responsabilità di soggetti aderenti alla Arciconfraternita dei Pellegrini come non può escludersi a questo punto la responsabilità di soggetti interni alla Curia di Napoli, all’epoca guidata dal discussissimo fu Cardinale Michele Giordano e tutto può chiarirlo sicuramente Monsignor Salvatore Ardesini, da sempre amministratore per entrambi gli enti dei proventi illeciti.

La Curia di Napoli infatti da 25 anni ricava canoni di locazioni che percepisce illecitamente, in luogo della Amministrazione Pubblica locale, del fitto del fabbricato “D” nel detto parco, ad oggi quantificabili (400 euro mese per 25 unità uguali a € 10 mila euro mensili uguali 120.000 euro annui, per 25 anni uguali a 3 milioni di Euro dovuti allo Stato salvo accertamenti e penali) Curia di Napoli certamente a conoscenza degli abusi che affliggevano l'edificio in assenza di condono (perché poi ha tentato di farsene approvare alcuni ed oggi è titolare di una concessione in sanatoria illegale) perché prima di accettarlo si fece modificare in 25 appartamenti rispetto ai 20 iniziali l’edificio e recintare a uso privato aree che nel rispetto della Convenzione sottoscritta con il Comune di Casalnuovo dovevano restare di uso pubblico, per cui si ricevette il "dono" dalla Del Vecchio Costruzioni S.p.A.  ben sapendolo frutto di illeciti edilizi insanabili.

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