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Dedicato alle vittime di mala-giustizia criminalità nel giudiziario (e a quanti non lo vogliono diventare) per smontare insieme la corazza di finta ingenuità dell’avvocato correo di estorsione nell’esercizio deviato della professione legale.

Questo mio intervento/denuncia lo propongo anche come spunto di riflessione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede @alfonso.bonafede.m5S per quanto riguarda la parte relativa ai comportamenti di avvocati e magistrati e al ministro degli Interni Matteo Salvini @matteo.salvini1 per quanto si deciderà di arrestare qualcuno.

Leggiamo, alla luce del Codice Deontologico Forense aggiornato, alcuni obblighi dell'avvocato prima di assumere una assistenza legale, per potere successivamente pretendere il pagamento del suo onorario (obblighi che lo svelano come parte bene informata per quanto andrà a intraprendere!).

Ne deriva – e anche questo è un obbligo – che è sempre l’avvocato che sceglie la strategia processuale, sicchè se l'assistenza e finalizzata a consentire al proprio assistito di coercire l’altra parte, sia civilmente che penalmente il legale non è meno responsabile del cliente.

Si badi bene anche che per richiedere la punizione del reato non serve che il risultato sia stato conseguito bastando anche solo l'averlo tentato. In ultimo parliamo anche dei magistrati che assistono a tutto questo apparentemente facendosi i cazzi loro.

Ne ho parlato anche in questa testimonianza pubblica: 

Leggiamo: (Dal Codice Deontologico Forense aggiornato)

TITOLO II - RAPPORTI CON IL CLIENTE E CON LA PARTE ASSISTITA - Art. 23 – Conferimento dell’incarico

  1. L’avvocato, prima di assumere l’incarico, deve accertare l’identità della persona che lo conferisce e della parte assistita.
  2. L’avvocato non deve consigliare azioni inutilmente gravose.
  3. L’avvocato è libero di accettare l’incarico, ma deve rifiutare di prestare la propria attività quando, dagli elementi conosciuti, desuma che essa sia finalizzata alla realizzazione di operazione illecita.
  4. L’avvocato non deve suggerire comportamenti, atti o negozi nulli, illeciti o fraudolenti.
  5. 26 – Adempimento del mandato
  6. L’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza a svolgerlo.
  7. 27 – Doveri di informazione
    1. L'avvocato deve informare chiaramente la parte assistita, all'atto dell'assunzione dell'incarico, delle caratteristiche e dell'importanza di quest'ultimo e delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione.
  8. 50 – Dovere di verità
    1. L'avvocato non deve introdurre nel procedimento prove, elementi di prova o documenti che sappia essere falsi.
    2. L'avvocato non deve utilizzare nel procedimento prove, elementi di prova o documenti prodotti o provenienti dalla parte assistita che sappia o apprenda essere falsi.
    3. L'avvocato che apprenda, anche successivamente, dell'introduzione nel procedimento di prove, elementi di prova o documenti falsi, provenienti dalla parte assistita, non può utilizzarli o deve rinunciare al mandato.

Credo che, letto quanto precede, siamo tutti d’accordo che nessun avvocato può intraprende una strategia processuale all’oscuro se le ragioni del suo cliente siano o meno tutelabili dalla giustizia, altrimenti non lo deve assistere (anche perchè sarebbe un fesso ad assistere un cliente che poi potrebbe non pagarlo), nonché deve dimettersi se durante il giudizio , per intervenute sentenze, provvedimenti o prove sul di lui assistito, che ha l’obbligo di conoscere, ravvisasse che le pretese del suo cliente hanno carattere di illegittimità.

Leggiamo adesso una breve carrellata di sentenze di Cassazione, vecchie e recentissime, sia civili che penali, per poi passare a riflessioni sul reato di estorsione in Italia ex art. 629 c.p.

  • IV pen. 27.10.1983: “Ai fini della configurabilità del reato di estorsione, anche la minaccia dell’esercizio di un diritto, in sé non ingiusta, può diventare tale, se l’esercizio del diritto è finalizzato a conseguire un profitto non dovuto;
  • III° Civ.
  • II° Pen. n. 6824 del 13.02.2017 che riconosce che “ai fini dell'integrazione del concorso di persone nel reato di estorsione è sufficiente la coscienza e volontà di contribuire, col proprio comportamento, al raggiungimento dello scopo perseguito da colui che esercita la pretesa illecita;
  • Questa della II° Pen. n. 51013 del 30.11.2016 – che, delineati i confini col delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni precisa che “la condotta minacciosa che siestrinsechi in forme di tale forza intimidatoria da andare al di là di ogni ragionevole intento di far valere un preteso diritto”, tale da coartare l'altrui volontà, assumendo di per se i caratteri dell'ingiustizia, diventa condotta estorsiva;
  • II° Pen. n. 46288/2016 – individuante come il conseguimento di un profitto nella consapevolezza della sua ingiustizia, ovvero quando la pretesa (o la resistenza) temeraria abbia di mira l’attuazione di una pretesa non tutelabile davanti all’autori­tà giudiziaria, sia l’elemento caratterizzante del reato di estorsione;

Analisi e riflessioni sul reato di estorsione tra codice penale e giurisprudenza

Nel ns diritto penale il delitto di estorsione è definito dall’art. 629 c.p. che dice che “Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare od omettere qualche cosa, procura a sé od altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da 5 a 10 anni e con la multa da euro 1000 a euro 4000”.

E’ un tipico reato con la cooperazione della vittima (che viene obbligata a fare o omettere qualcosa) e risulta complesso perché costituito da reati in cui si concretizza la vis (violenza) e dal quid pluris dell’induzione ad un certo comportamento dannoso per la vittima e vantaggioso per l’agente o altri; inoltre è plurioffensivo, perché lede l’interesse patrimoniale e la libertà di autodeterminazione.

Il soggetto attivo è chiunque (reato comune);

Se il fatto estorsivo è commesso dal pubblico ufficiale (cui l’avvocato è parificato in quanto incaricato di pubblico servizio) con abuso delle sue qualità o funzioni, si configura il delitto di concussione ex art. 317 c.p.

Circa l’elemento oggettivo, la condotta è la costrizione, mediante violenza o minaccia (la stessa minaccia ingiustificata di ricorrere o resistere alle vie legali è violenza), di taluno a tenere determinati comportamenti attivi od omissivi; la violenza deve essere lo strumento della costrizione e la costrizione l’effetto della violenza, altrimenti la sola costrizione dà luogo ad un’induzione e non ad estorsione.

Il soggetto passivo della violenza può anche non coincidere col soggetto passivo del reato, potendo quella cadere direttamente su terze persone; così la volontà del titolare dell’interesse patrimoniale può essere coartata anche prospettando un male per un terzo, legato a lui da vincoli affettivi (sta avvenendo nei miei confronti e nei confrontidi mia moglie).

L’evento è quadruplice in quanto la condotta violenta deve essere causa di quattro effetti:

  1. dell’altrui stato di coazione psichica;
  2. del fare od omettere qualcosa da parte del soggetto passivo, che può consistere in un atto positivo di dare o fare, o in un atto negativo di non fare;
  3. del danno altrui che deve essere procurato dall’atto dispositivo patrimoniale provocato dalla costrizione violenta, infatti non vi è estorsione quando il pregiudizio patrimoniale derivi come mera conseguenza di un comportamento che non si concretizza in un atto patrimonialmente dispositivo;
  4. del profitto ingiusto, proprio o altrui, che deve derivare dall’atto dispositivo estorto.

Il profitto è ingiusto anche quando l’agente fa uso di un mezzo legittimo (il ricorso o la resistenza alla giustizia , ma per uno scopo diverso da quello per cui esso è concesso dal diritto (nel nostro caso la costituzione riconosce a tutti il diritto inviolabile alla difesa, ma non se con mezzi tali da prevaricare il diritto altrui). Oppure si pensi al caso di chi fa il giornalista e si avvale del diritto di informare (caso Corona) ma chiede soldi per non pubblicare foto scandalistiche altrui, su questo punto la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10995 del 18/01/2013 ha tratto la seguente massima:

“Sebbene la finalità giornalistica farebbe considerare come “giusto” il profitto conseguito dall’agente titolare di una foto (dipende da come viene conseguito il profitto), vi è la responsabilità ex art. 629 c.p. dell’imputato che chiede soldi per non pubblicare delle foto compromettenti”.

Oggetto giuridico, patrimoniale dell’estorsione è il rapporto giuridico reale o di obbligazione relativa a cose che costituiscono oggetto del singolo atto dispositivo estorto.

Circa l’elemento soggettivo, si tratta di un reato a dolo generico consistente nella volontà di costringere, mediante violenza o minaccia, taluno a compiere un atto di disposizione patrimoniale con danno di questi e ingiusto profitto per sé o per altri.

Tracciati così i perimetri entro i quali gli avvocati possono legalmente prestare assistenza ai propri clienti e detto che non possono esonerarsi da responsabilità se il proprio cliente persegue fini illegittimi, associandosi ai quali se ne rende correo al 100%, dobbiamo anche parlare della figura del giudice, il magistrato che a tutto questo assiste e non lo denuncia, ma continua a fare il giudizio, magari assecondando pretese illegittime dell’avvocato estorsore, attività estorsiva cui nella maggior parte dei casi, a me questo sta succedendo  da anni, non si oppone il difensore di fiducia della parte più debole nel procedimento.

In sintesi, che le mire illegittime siano la dilatazione dei tempi di giustizia per sfuggire a pene o risarcimenti, sia che siano l’attribuzione all’altra parte di costi del giudizio e di risarcimenti pretesi senza averne diritto, o, peggio, punizioni detentive, un affido familiare etc... la situazione nella quale si viene a trovare la parteche vede compressi i propri diritti é una vera e propria Gomorra nella giustizia, con avvocati di parte e controparte e magistrati che, per silenzio o per adesione, si trasformano in carnefici.

A me sta accadendo oggi nel giudizio 2958/2011, presso la Corte di Appello di Napoli, II° Sez. Civ. Giudice Istruttore la Dott.ssa Piscitiello Alessandra, una Corte di Appello che travisa allegramente anche mie denunce per FALSO IN CORSO DI CAUSA, il quale giudizio lo ha adito mia moglie contro una società di costruzione che realizzò nei primi anni ‘90 135 appartamenti talmente difformi dal consentito che il Comune di Casalnuovo di Napoli (ma solo perché assillato e pressato dal sottoscritto con provvedimenti giudiziari ai più alti livelli della Giustizia Civile e Amministrativa in Italia, il 28.03.2017, li ha cominciati a acquisire al patrimonio comunale con trascrizione degli atti a favore del comune 15 unità immobiliari (mentre per il resto – complici dirigenti al Comune - sono in corso tentativi fraudolenti di sottrarli alla demolizione/acquisizione benché già inderogabilmente e inappellabilmente ordinata con provvedimento n. 12/2012.

A me sta accadendo che, cosa ben nota dal 2015 alla polizia locale e alla Procura di Napoli nella persona del PM Valter Brunetti, RGNR 40158/2014, una estorsione perdurante si aggrava di udienza in udienza:

In pratica, avvocati del Foro di Napoli, oggi Aita Danilo sta coadiuvando l’estorsore Rossi Ciro (prima collaborato dall’avvocato complice Morante Roberto - tutti al servizio di Patrizia Boldoni nata a Napoli il 27.12.1950 e dei suoi mandanti) si stanno rendendo complici dei loro assistiti in una estorsione che non ha nulla di nascosto, ma che non viene interotta né dai giudici civili nè dai magistrati Pubblici Ministeri delle Procure della Repubblica di Napoli, né, ancorché chiaramente portata, da nessun tentativo dei miei legali di fiducia, cronologicamente Vicenzo Giordano, poi Davide Attilio, poi Vittorio Balzano, poi Leone Raffaele.

Bella figura anche quella della Polizia e dei Carabinieri.

In fede, Luigi Iovino

Articolo collegato: Italia 2019 “Eversione nella magistratura italiana al tempo del Ministro della Giustizia a 5 Stelle Alfonso Bonafede e del Ministro degli Interni a 2 palle Matteo Salvini”

Video Collegato: Il Caso Iovino / Leone a Italia53

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